I Gin Costieri, il fascino del mare in un bicchiere
I Gin Costieri, il fascino del mare in un bicchiere
Il gin ha sempre avuto una naturale predisposizione a raccontare i territori. Negli ultimi anni, però, alcune distillerie hanno spinto questa vocazione fino al limite estremo della terraferma, cercando ispirazione tra spiagge, scogliere, estuari e fondali marini. È così che si è diffuso il cosiddetto gin costiero.
Ispirato ai paesaggi marini e realizzato con botaniche raccolte lungo le coste, questo stile di gin racchiude l'essenza del mare in ogni sorso. Non si tratta di una categoria regolamentata né di uno stile definito da un disciplinare, ma di un insieme di produzioni accomunate dalla volontà di evocare il litorale attraverso alghe, piante alofile, gusci d'ostrica o, in alcuni casi, acqua marina opportunamente trattata.
Il risultato non è necessariamente un distillato apertamente salato. Alcuni gin costieri esprimono una netta componente iodica e minerale; altri si muovono su note verdi, balsamiche, agrumate o delicatamente umami. Più che un gusto preciso, a definirli è il legame con il paesaggio e la capacità di trasformarlo in una ricetta.
Dalle alghe all'alambicco
Alghe e piante costiere accompagnano da secoli le tradizioni gastronomiche di numerose culture. Il loro impiego sistematico nella moderna produzione di gin è invece relativamente recente.
Tra i primi esempi contemporanei si trova il Seaweed Gin della distilleria gallese Dà Mhìle, lanciato nel 2014 e lasciato in infusione con alghe raccolte lungo la costa. L'anno successivo Edinburgh Gin contribuì a far conoscere questo approccio a un pubblico più ampio con il suo Seaside Gin, sviluppato utilizzando botaniche caratteristiche dell'ambiente litoraneo.
Da allora, sempre più produttori hanno iniziato a esplorare le possibilità offerte dalla vegetazione marina e costiera.
Che cosa rende un gin “costiero”?
La differenza rispetto a un gin più tradizionale risiede soprattutto nella selezione delle botaniche, ingredienti provenienti dal mare o dalla fascia litoranea, oppure un profilo aromatico costruito per richiamare quell'ambiente. Il ginepro resta il fulcro del distillato, mentre le botaniche marine ne arricchiscono il profilo con sfumature saline, erbacee, agrumate e minerali. Oliver Chapman, brand experience manager di Bullards Spirits, lo descrive come un distillato capace di riflettere il proprio ambiente attraverso ingredienti che ricordano la vegetazione, la freschezza e la salinità del mare.
È proprio nella varietà di queste materie prime che si trova uno degli aspetti più interessanti dello stile. Tra le botaniche più comuni troviamo:
- Aster marino (Tripolium pannonicum) — Apporta sfumature erbacee, vegetali e delicatamente saline.
- Salicornia (Salicornia europaea) — Tipica degli ambienti salmastri, presenta un carattere fresco, verde e naturalmente sapido.
- Finocchio marino (Crithmum maritimum) — Offre note balsamiche, verdi e agrumate, accompagnate da una lieve sensazione salina.
- Olivello spinoso (Hippophae rhamnoides) — Introduce acidità, vivacità e un profilo fruttato che può ricordare gli agrumi.
- Portulaca di mare — Pianta succulenta dal carattere vegetale, minerale e leggermente salato.
- Alghe marine — Specie come quercia marina, laminaria zuccherina, dulse e muschio irlandese possono contribuire con note iodate, sapidità, mineralità e umami.
Diversi modi di raccontare il mare
Non esiste un'unica tecnica per trasferire il carattere della costa nel gin, ogni distilleria interpreta il tema attraverso ingredienti e metodi differenti, spesso profondamente legati al territorio.
Nel Pembrokeshire, in Galles, la Still Wild Distillery raccoglie parte delle proprie alghe su tratti di costa per i quali è necessaria un'autorizzazione specifica della Crown Estate, l'ente che amministra gran parte dei fondali e delle aree costiere britanniche per conto della Corona.
La Isle of Bute Distillery ha scelto una strada ancora più insolita: nel suo Oyster Gin utilizza gusci di ostriche provenienti da Loch Fyne, inseriti durante la distillazione. Il loro impiego contribuisce a creare una sottile componente minerale e sapida, senza sovrastare il ginepro e le altre botaniche.
In Giappone, Etsu Pacific Ocean Water Gin introduce il mare attraverso una piccola quantità di acqua oceanica prelevata al largo e filtrata, la cui lieve mineralità si integra con le note fresche di yuzu e arancia amara.
Sull'isola di Barra, nelle Ebridi Esterne, Isle of Barra Atlantic Gin impiega carragheen raccolta lungo le coste dell'isola. L'alga apporta leggere sfumature marine, minerali e saline, inserendosi in un profilo fresco e aromatico che richiama il carattere selvaggio dell'Atlantico.
La crescente diffusione di queste produzioni riflette il desiderio delle distillerie di creare un rapporto più diretto tra il prodotto e il luogo in cui nasce. Il valore di un gin costiero non dipende quindi dalla semplice presenza di un'alga o di un pizzico di sale, risiede nella capacità di costruire un equilibrio credibile tra ginepro, botaniche e territorio. Quando questo equilibrio viene raggiunto, il mare smette di essere soltanto un'immagine sull'etichetta e diventa una componente riconoscibile del distillato.
Come servire e abbinare un gin costiero
Grazie alle loro sfumature iodate, minerali e umami, i gin costieri trovano un abbinamento naturale con ostriche, crostacei, pesce e frutti di mare. Il modo più semplice per apprezzarli è un Gin & Tonic con un'acqua tonica neutra e poco aromatica, completando con una guarnizione agrumata che non ne copra le componenti più delicate. Si prestano inoltre particolarmente bene alla preparazione di un Martini, nel quale il vermouth può valorizzarne il carattere sapido ed erbaceo. La loro freschezza e complessità li rendono però adatti anche a cocktail freschi e contemporanei.
Con alghe o botaniche marine
Prodotto con alga carrageen raccolta lungo le coste dell'isola di Barra, responsabile di note marine, salmastre e leggermente mentolate.
Scopri di più →Utilizza alga zuccherina, o sugar kelp, raccolta nelle acque delle Ebridi Esterne. Il profilo è agrumato, minerale, lievemente salino e umami.
Scopri di più →Contiene Fucus vesiculosus, alga bruna raccolta sulle coste delle Shetland, che aggiunge salinità e profondità al ginepro.
Scopri di più →La componente costiera è affidata alla Palmaria palmata, abbinata al timo selvatico delle Ebridi Esterne.
Scopri di più →Utilizza quercia marina, coclearia medicinale ed edera terrestre raccolte lungo la costa vicino a Edimburgo. È uno degli esempi più esplicitamente costruiti attorno al concetto di coastal gin.
Scopri di più →Gin ispirato alla costa di St Andrews, prodotto con alga kombu, finocchio marino e sale marino.
Scopri di più →La ricetta unisce alghe marine, pino ed erica, richiamando i campi da golf costieri e il paesaggio affacciato sull'oceano di St Andrews.
Scopri di più →Prodotto con alghe Mara raccolte sulla costa del Fife, insieme a miele locale, pepe rosa, lavanda e verbena. Il profilo dichiarato è fresco, floreale e marino.
Scopri di più →Nato lungo la costa di Antrim, utilizza alga Kombu Royale e olivello spinoso, con un profilo salino, agrumato e speziato.
Scopri di più →Contiene quercia marina, utilizzata per apportare la componente salina e umami, accanto ad abete, mango e agrumi.
Scopri di più →Con acqua marina
Viene diluito con una combinazione di acqua di sorgente e acqua marina del Pacifico. Yuzu e arancia amara ne definiscono invece il lato agrumato.
Scopri di più →Gin siciliano prodotto con limone verdello, santoreggia, acqua di sorgente e acqua di mare microfiltrata del Mediterraneo. Presenta un profilo nettamente sapido e marino.
Scopri di più →Utilizza la stessa ricetta dell'Aquamaris originale, con acqua di mare microfiltrata, ma è arricchito da fiocchi d'oro alimentare a 23 carati. Una referenza commerciale distinta, ma non un gin diverso dal punto di vista della ricetta.
Scopri di più →Con sale marino
Ginepro, limone, timo e maggiorana vengono completati da un tocco di sale marino, che introduce una componente sapida e mediterranea.
Scopri di più →È la stessa ricetta del Caprisius Original, proposta in una bottiglia speciale ispirata ai Faraglioni di Capri.
Scopri di più →Unisce rosmarino, foglie di ulivo e capperi a un tocco di sale marino. Rispetto all'Original è più erbaceo, balsamico e verde.
Scopri di più →Ricetta minimalista basata su ginepro, cera d'api e sale marino di Islay.
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